Non è una cucina per donne….

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Emergere nel mondo del lavoro, per una donna, ha sempre qualche difficoltà in più, a causa di tanti preconcetti che accompagnano il quotidiano.

La carriera che ho scelto, ne ha viste tante di difficoltà e a volte anche inaspettate. Questo perché nei grandi ristoranti e fra la gente comune, la figura dello chef, è maschile, quasi fosse un connubio “mitologico”.

E quindi noi donne, siamo costrette a rimboccarci le maniche delle nostre “camicette”, a mettere i pantaloni e ad essere anche un po’ mascoline, tutto per arrivare, a piccoli e difficoltosi passi, a poter realizzare i propri sogni o i propri progetti.

Chi mi conosce lo sa, ho iniziato dal gradino più basso e un po’ alla volta sono arrivata in cima. Certo, l’ho fatto partendo da una certezza, il ristorante di famiglia, ma nella vita bisogna saper scegliere e cogliere il frutto più alla portata, per poi trarne il seme e ripiantare e attendere una nuova nascita rigogliosa.

E l’essere partita dall’attività di famiglia, mi ha dato la possibilità di rincorrere ciò che più era nelle mie corde. Volevo esprimermi secondo il cuore ed essere artefice diretta del mio futuro.

PASSIONE e DETERMINAZIONE! Sono queste le parole che mi hanno spinto ed accompagnato fino ad oggi. Che mi hanno portato ai risultati a cui sono arrivata e non senza quelle difficoltà di cui accennavo all’inizio.

Oggi ne godo i frutti, ma anche i contro di una vita sacrificata per ottenere quel mio piccolo successo.

Questo è quello che racconta il bellissimo articolo della rivista bimestrale QUALITALY Magazine, curata dalla Cooperativa Italiana Catering, e che si occupa a 360° delle tematiche che riguardano la ristorazione.

“NON È UNA CUCINA PER DONNE”, è il titolo dell’articolo, che racconta brevemente l’esperienza di alcune delle protagoniste della ristorazione nazionale, che come me…sono riuscite ad arrivare in cima, nonostante tutto!!