Dolci di Natale. Il Nord incontra il Sud

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Le feste di Natale sono sinonimo di dolci. Per quest’anno 12 grandi nomi dell’arte bianca hanno dato saggio di come sia possibile unire nord e sud, ricette antiche e forme innovative. L’occasione è stata l’incontro “Molino Caputo: i dolci delle feste dei grandi interpreti, tra tradizione e innovazione. Il Sud ospita il Nord”, nelle sale del Beluga Sky Bar del Romeo Hotel di Napoli. Maestri pasticceri e chef hanno presentato le loro dolci creazioni natalizie.

Sal De Riso ha fatto sfilare, oltre ai 10 panettoni che già vanta in produzione, il nuovo Panettone Millefiori, creato per l’occasione. Si tratta di un panettone che coniuga il nord con il sud e vede svettare, sulla sommità del lievitato, tanti napoletanissimi struffoli. Tra le proposte di De Riso anche il Girotondo di frutta, fresco di podio al Re Panettone di Milano. Alfonso Pepe, da Sant’Egidio Monte Albino, che a Milano ha ottenuto il massimo riconoscimento nella categoria “classico milanese”, ha voluto proporre una personale versione di un classico lievitato partenopeo: il Babà del Vesuvio, bagnato con liquore d’arancia. Rosanna Marziale, chef stellata del ristorante Le Colonne di Caserta, ha scelto di omaggiare il Nord e, accanto al panettone alla birra, ha proposto un “Falso gianduiotto“: dove “falso” fa riferimento al ripieno di birra artigianale e caffè, custodito all’interno del cioccolato, nella tradizionale forma a barca rovesciata. E se Sabatino Sirica, presidente onorario dell’Associazione Pasticceri Napoletani, in accordo con la più classica tradizione partenopea, ha proposto Mostaccioli, Raffaioli, Pasta reale e Divino amore, il giovane pasticcere Antonio Maresca ha voluto reinterpretare il Roccocò napoletano, con una veste al semifreddo, accompagnata da crema alle nocciole e sorbetto al mandarino.

La beneventana Stella Ricci ha omaggiato la Sicilia con una elegante cassata dorata e ha dato prova della sua maestria, creando un abete stilizzato e decorato con  fini roselline, tutto in cioccolato.

Paolo Sacchetti, storico associato toscano dell’AMPI, l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, ha presentato il Giulebbe, un dolce a pasta lievitata farcito di noci e marroni glassati;  i cantucci di Prato, proposti in una originale versione fritta e le famose Pesche di Prato.

Il padovano Luigi Biasetto, Relais Dessert e già campione del mondo di pasticceria, ha fuso gli aromi meridionali di bergamotto e mandarino con il suo classico impasto al cioccolato arricchito con noci,  creando un particolarissimo panettone che ha battezzato “Charlotte”.

Quelle di Sacchetti e di Biasetto sono tra le 13 pasticcerie, in tutta Italia, che hanno ricevuto il riconoscimento di eccellenza assegnato dalla Guida del Gambero Rosso Pasticceri&Pasticcerie 2015, le prestigiose “Tre Torte”.

A completare la squadra, altri quattro grandi chef stellati. Salvatore Bianco, executive chef de “Il Comandante”, il ristorante che fa del Romeo Hotel l’unico albergo di Napoli con ristorante stellato, accompagnato da Carmine Di Donna, ha proposto “Il mio Natale“: un cremoso di gianduia, accompagnato da gelatina di cachi, stecche di cioccolato e  decorato con sfoglia d’oro e viola del pensiero;  Pasquale Palamaro, lo chef del ristorante Indaco, del Regina Isabella di Lacco Ameno, ha reinventato il castagnaccio, creandone una versione delicatissima e aromatica, servita con ricotta di bufala e olio all’alloro; Giuseppe Stanzione del ristorante Le Trabe della Tenuta Capodifiume di Capaccio, Paestum, ha voluto “ingentilire” le classiche zeppoline fritte della tradizione napoletana, servendole su un budino di latte e miele, accompagnate da schiuma di latte, spolverata con pisto e decorando il tutto con un’insalatina di fiori eduli, a richiamare l’essenza del miele millefiori, ingrediente aromatico di molte preparazioni dolciarie natalizie. Gennaro Esposito, della “Torre del Saracino” di Vico Equense, accompagnato dal suo pasticcere, Luigi Buonocore, ha proposto una cassata rivisitata.

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